24 dic 2015

Formando mi formo


Ho sempre pensato, fin dalla prima volta che mi hanno proposto di essere formatore, che mi stavano dando una splendida opportunità di crescere come professore e come persona. È come quando diventi padre, stai educando/insegnando e contemporaneamente ti educhi/impari. Niente di meglio che confrontarsi con i colleghi per chiarirti le idee su come fare una buona lezione, niente di meglio che avere un figlio per imparare ad essere umano. In entrambi i campi, se lo si cerca, il confronto insegna moltissimo sugli altri, sulla vita, su noi stessi. Quest'anno, grazie anche ad alcune ottime colleghe, sto avendo l'opportunità di essere uno degli insegnanti del Master en Formación del Profesorado dell'Universidad Complutense de Madrid. E nel preparare ogni lezione imparo tanto cose. E spero di essere riuscito a trasmetterle a Francesca, Giancarla, Flavia, Marco, Federica e Carlos, eccellenti colleghi pieni d'intelligenza e voglia di fare. E siccome le cose non vengono mai da sole, sono molto contento ed orgoglioso di apparire, insieme a tanti altri ottimi colleghi, in alcune interviste parallele a formatori di insegnanti di italiano per stranieri, apparse sul Bollettino Itals (Ca'Foscari, Venezia) di novembre. Come ho scritto nel titolo, dal mio punto di vista, niente di meglio che formare per seguire formandomi e continuare a crescere. E nessun ringraziamento è di troppo quando si tratta dei miei studenti e dei miei colleghi che, qualsiasi cosa facciano, qualunque cosa dicano, stanno sempre insegnandomi qualcosa.

2 commenti:

Vivere l'italiano ha detto...

Da mamma ed insegnante adoro quest'articolo.

Grande Fabrizio

Fabrizio Ruggeri ha detto...

Grazie! Tra insegnamento e vita, i parallelismi non finiscono mai :)