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18 gen 2018

L'opinione degli studenti

Alla fine di un corso (ma non solo) mi piace sapere l'opinione degli studenti più in profondità, conoscere la loro percezione delle lezioni e del lavoro svolto in classe e a casa. Quest'anno, per conoscere il loro punto di vista del corso di italiano III (corrispondente a un B1.1), ho fatto come descrivo di seguito.
Ho proposto nelle ultime lezioni due video: Sei uno schianto e Che palle e poi, come compito per casa che mi hanno restituito l'ultima lezione, ho dato da fare questa composizione scritta: "Immagina di scrivere la tua recensione del corso che sta finendo su patatabrava.com. (una web molto conosciuta che contiene innumerevoli opinioni, anonime, degli studenti di tutte le università spagnole sui loro professori; ci sono appunti, modelli di esame di sessioni passate, power point, consigli di sopravvivenza varia, ecc). Nel testo spiegherai brevemente la tua opinione sul corso: cosa si fa in classe, le caratteristiche delle lezioni e del professore, i tuoi compagni, cosa ti è piaciuto di più del corso, cosa avresti fatto in modo differente, ecc.)". Nelle "recensioni", gli studenti hanno usato espressioni viste nei due video sopra menzionati e hanno espresso opinioni utilissime a me, come insegnante, per avere conferme, pormi domande e riflettere sui loro stili di apprendimento e le dinamiche della classe. Varianti per il prossimo corso: visione del video Che casino e, anziché far scrivere il nome, al suo posto farò mettere un simbolo riconoscibile solo a loro, in modo che la recensione sia veramente anonima.

5 ago 2016

Quando non sapevo chi era Thorpe...


... non sapevo cosa rispondere ai colleghi che, diffidenti, scettici, pigri, disinformati o semplicemente sfiduciati mi dicevano: "Non funziona, no, non funziona proprio con la Tecnologia...". Thorpe, forse, gli avrebbe risposto con la frase a fianco. Buona estate, ci vediamo a settembre. 

24 dic 2015

Formando mi formo


Ho sempre pensato, fin dalla prima volta che mi hanno proposto di essere formatore, che mi stavano dando una splendida opportunità di crescere come professore e come persona. È come quando diventi padre, stai educando/insegnando e contemporaneamente ti educhi/impari. Niente di meglio che confrontarsi con i colleghi per chiarirti le idee su come fare una buona lezione, niente di meglio che avere un figlio per imparare ad essere umano. In entrambi i campi, se lo si cerca, il confronto insegna moltissimo sugli altri, sulla vita, su noi stessi. Quest'anno, grazie anche ad alcune ottime colleghe, sto avendo l'opportunità di essere uno degli insegnanti del Master en Formación del Profesorado dell'Universidad Complutense de Madrid. E nel preparare ogni lezione imparo tanto cose. E spero di essere riuscito a trasmetterle a Francesca, Giancarla, Flavia, Marco, Federica e Carlos, eccellenti colleghi pieni d'intelligenza e voglia di fare. E siccome le cose non vengono mai da sole, sono molto contento ed orgoglioso di apparire, insieme a tanti altri ottimi colleghi, in alcune interviste parallele a formatori di insegnanti di italiano per stranieri, apparse sul Bollettino Itals (Ca'Foscari, Venezia) di novembre. Come ho scritto nel titolo, dal mio punto di vista, niente di meglio che formare per seguire formandomi e continuare a crescere. E nessun ringraziamento è di troppo quando si tratta dei miei studenti e dei miei colleghi che, qualsiasi cosa facciano, qualunque cosa dicano, stanno sempre insegnandomi qualcosa.